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La seconda serata di Venezia 76 porta alla Mostra del Cinema una grande star: Brad Pitt.

La trasferta per me si prospetta tutt’altro che semplice poiché, in assenza di altri adulti responsabili, mi vedo costretta a rimettere la vita dei miei figli in mano a mio padre, che è vecchio, scorbutico e sa sempre tirati una lancia di sconforto nella schiena.

Corrompo mio figlio affinché non esca e convinco mia figlia che stare con il nonno è un po’ come stare con Abram Simpson: alla fine sei tu che ti devi occupare di lui. Così, votandomi a tutti i Santi del Paradiso, mi avvio verso la laguna con un gruppo di amici.

Ma il 29 di agosto ha deciso di fare un caldo davvero soffocante, la sudorazione mi avvolge e temo che mi
precluda ogni chance di apparire carina come vorrei.

Arriviamo in anticipo in un Lido dove c’è un’agitazione quasi irreale e ci portiamo, dopo aver bevuto un drink, nelle immediate vicinanze del teatro.
Ad Astra è un film di fantascienza dove il regista, James Grey, si è trovato a dirigere non solo un amico ma anche il produttore del film.

Pitt si presenta sul tappeto rosso accolto da una folla che lo celebra e lui inaspettatamente si concede congentilezza per foto e autografi. Intanto io per l’afa, ho i piedi come due zampogne stipate in paio di sandaletti dal tacco instabile e non so più dove appoggiarmi. Osservo, tra lo spavento e la rassegnazione, il mio bel vestito di raso acquamarina che sta sempre più per essere intaccato dalla piaga delle ascelle
pezzate! Oh my gosh!!

Brad entra nel Palazzo del Cinema accolto più da un’acclamazione da stadio che da Mostra del cinema e mi appare allo stesso tempo sia contento che contrito. Quella folla che lo acclama ad ogni suo passo un po’ lo mette in difficoltà: arrossisce, parla in continuazione in modo nervoso con il regista e ci regala un Pitt più umano che mai.

Dopo le foto di rito scivola via verso la galleria nel suo smoking nero dove appare né troppo alto né troppo basso, né troppo magro né troppo grasso… insomma, manco a dirlo, è perfetto!

In sala ho la fortuna ti poterlo sbirciare in un attimo di intimità, dove in maniche di camicia (stavo sospettando che gli avessero estratto definitivamente il sudore) ha il viso tra le mani e i gomiti appoggiati alle ginocchia, ed è in ansia per come sta scorrendo il film, come lo saremmo noi davanti ad un professore.

Ed ha ragione ad essere nervoso, perché questo Ad Astra si rivela un film tutt’altro che semplice: lui ne è il protagonista assoluto, porta il peso di tutto il film sulle sue spalle e lascia poco spazio ad attori del calibro di Sutherland e Tommy Lee Jones. Credo che Liv Tyler, che interpreta la moglie, non dica neanche una battuta in tutto il film!

E’ un film assolutamente introspettivo e personale, dove la trama è di per sé semplice, un uomo solo nello spazio che cerca il padre forse ancora vivo ai confini dell’universo, ma dove ognuno di noi potrebbe vedere qualcosa di personale. La recitazione di Pitt credo non sia mai stata così bella e intimista. Se vi è piaciuto il suo Jesse James (per me il suo ruolo migliore), qui ne trovate uno ancora più credibile e profondo.

Alla fine grande applauso e commozione!

Ma io ho il mio bel vestito oramai pezzato dal sudore delle ascelle e mi sento una vera capra in una platea in cui tutti sono rimasti incredibilmente fighi tranne me!
Ma ti applaudo Brad, non so se per il tuo coraggio di fare un film tutto solo o se per il mio di coraggio nel presentarmi ai tuoi occhi conciata così!

Ma non importa Brad, ci hai regalato una serata indimenticabile!

Per sempre sudata e tua,

la Cinecasalinga.

Image: Glamour – https://images.app.goo.gl/4XYcnkt4SciuwW7s6