Terrence Malick vince la Palma d’Oro a Cannes per questo racconto soprattutto per immagini che sembra un affresco. La sua narrazione si esprime quasi solamente con le sequenze, lasciando le parole solo come sottofondo riflessivo. Il regista vuole farci partecipi di quello che è il fluire della vita in assoluto e non confinata nello spazio di ogni singola esistenza umana. Così immagini che descrivono il primo caos cosmico, arrivano a raffigurare la vita di una ragazzo dal padre autoritario e della sua famiglia.

“Ci sono due vie per affrontare la vita: la via della Natura e la via della Grazia. Tu devi scegliere quale delle due seguire. La Grazia non mira a compiacere se stessa, accetta di essere disprezzata, dimenticata, sgradita, accetta insulti e oltraggi. La Natura vuole solo compiacere se stessa e spinge gli altri a compiacerla, le piace dominare, le piace fare a modo suo, trova ragioni di infelicità quando tutto il mondo risplende intorno a lei e l’amore sorride ad ogni cosa. Ci hanno insegnato che chi ama la via della Grazia non ha ragione di temere, e io ti sarò fedele qualsiasi cosa accada”

Terrence Malick

DA VEDERE PERCHÉ

É un film poetico ma dal profondo senso spirituale.