In mezzo alle grandi proposte autunnali di Hollywood, tanto portate alla ribalta su tutte le piattaforme di comunicazione, spunta una piccola perla il cui nome è Jojo Rabbit.

Così ci ritroviamo un sabato sera al cinema con la mia famiglia a gustarci questo film, dolcemente ispirato all’estetica di Moonrise Kingdom di Wes Anderson ma con una tematica più complessa: il nazismo visto dagli occhi di un bambino di quasi undici anni.

I personaggi si muovono in una quotidianità che cerca di mantenere una forma di normalità anche nel mezzo di un’atroce conflitto. La simpatia si fa strada nello spettatore anche tra un confronto tra la Gestapo ed il nostro piccolo protagonista, e la morte arriva dolcemente lasciando chi resta a lottare per tornare alla propria vita.

La tenerezza del racconto mi ricorda di lontano Il Giardino dei Finzi Contini e una lacrima mi scende sulla guancia additata da mia figlia che mi consola con un bacio.

Da Vedere! Soprattutto in famiglia.

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