Adam Driver è un attore che apprezzo particolarmente. Il suo mento sfuggente, le sue orecchie grandi, il suo fare un po’ dinoccolato ma deciso quando serve, fa di lui un attore che sa dare un certo taglio ai suoi personaggi, li caratterizza anche con il suo aspetto fisico: statuario e saldo.

Caratteristiche fondamentali per il protagonista di questo film di inchiesta, dove un ricercatore veramente capace dedica sei anni di lavoro per redigere un rapporto sulla CIA che con grande difficoltà è stato dibattuto in parlamento. L’oggetto del rapporto sono le “torture” subite dai prigionieri accusati di terrorismo dopo l’11 settembre che qui sono definite “tecniche di interrogatorio avanzato”. Portavoce di questa complicata indagine nelle stanze del potere una Annette Bening convincente nei panni di una senatrice anziana della California

I numeri raccontati da questo film danno da pensare:

6,3 milioni sono i documenti analizzati dal protagonista e dal suo piccolo staff

119 sono i prigionieri interrogati negli anni dalla CIA di cui, misteriosamente, sono stati cancellati i nastri ma di cui la CIA ha messo a disposizione le trascrizioni

7000 sono le pagine del rapporto redatto dal protagonista

6 anni sono il tempo che ha impiegato il protagonista a redigerlo

500 sono le pagine del compendio che ha visto la luce in un dibattito del Senato

0 sono i responsabili della CIA che sono stati incriminati dopo l’analisi di questo rapporto

Ebbene sì, la democrazia è un processo complicato, soprattutto ai giorni nostri dove ci siamo abituati alle frodi, alle truffe e alle bugie.

Non può che venirmi alla mente una frase di “The Big Shot”, un film che continuo a vedere e rivedere:”la verità è come la poesia, e a tanta gente sta sul cazzo la poesia!”

Buona giornata

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