Film polacco vincitore del premio per la miglior regia al Sundance Film Festival, All These Slepless Nights racconta la vita di due giovani in una Varsavia vista solo di notte, tra il bere, lo sballarsi e la musica elettronica.
Una Varsavia vuota, illuminata solo dal crepuscolo che potrebbe essere quello della sera quanto quello dell’alba, una Varsavia fatta di skyline che la fanno assomigliare più a New York che a una città post-comunista e che ci proietta in una nuova dimensione dove le nuove generazioni cercano di vivere e di affermarsi.

Kris ha appena lasciato la sua fidanzata e trascorre le giornate con l’amico Michal. Tra confidenze fatte su un letto sfatto e grandi bevute, si unisce a loro Eva la ex ragazza di Michal. Il trio ricorda un po’ quello di Band à part di Godard o quello di The Dreamers di Bertolucci, ma ciò che caratterizza maggiormente questa generazione di “sognatori” è la solitudine.

“Cosa fai nella vita” chiede una ragazza a Kris mentre si trova nel suo appartamento affollato di gente e di droghe, “Sono sempre alla ricerca di qualcosa che manca”, risponde lui guardando dalla finestra le luci di un nuovo giorno.

Il film si conclude con l’immagine del protagonista che danza al centro di una strada completamente vuota, esaltando ancor più questo mal di vivere.

DA VEDERE PERCHÉ

É un film che ha chiaramente il fascino dei racconti sulle nuove generazioni.

DA VEDERE CON

Band à part, 1964 di Jean-Luc Godard e The Dreamers – I sognatori, 2003 di Bernardo Bertolucci.