Molti dei miei ricordi di quando ero bambina sono legati ad una scarpiera di color marrone con le ante scorrevoli, posta sul giroscale dove io potevo attingere a tutti i piccoli tesori di mia madre: le sue scarpe.

Passavo ore intere a tirale fuori, a provarle e poi a riporle.

Quelle che ricordo con più chiarezza sono un paio di décolletées di Ballin in vernice nera con strisce di vernice applicate sulla tomaia alternando un tortora chiaro ad un vinaccia.

Le scarpe hanno il cuore grande delle donne e per me hanno il cuore grande di mia madre.

Negli anni ho impararto a conoscere molto bene le scarpe, a conoscere i materiali di cui sono composte ed a riconoscere le mani esperte che le creano.
Ho imparato a comprendere la fatica e la fantasia, la creatività e la tecnica.
Ma soprattutto la bellezza.

Ora più che mai quando vedo un paio di scarpe mi innamoro.

E penso che l’amore per le scarpe trascenda dalla possibilità di indossarle o meno.