Il cinema italiano esiste ancora solo che bisogna cercarlo tra le pieghe delle locandine dei film mediocri che spesso troviamo in sala. Solo che siamo in quarantena, e i cinema sono chiusi.

“La terra dell’abbastanza” ha già un’assonanza che ti trae in inganno, non è certo la terra dell’abbondanza che cercano i nostri protagonisti. Cercano solo un modo per svortà. 

La svolta arriva ma non come te l’aspetti. E i due ragazzi si trovano a sedersi al tavolo dei grandi. Manolo e Mirko si convincono che quel posto sia loro, che gli spetti di diritto ed entrano senza troppa consapevolezza nel mondo criminale. Senza pensare ai loro gesti, continuano a frequentare le loro pischelle e la scuola alberghiera pensando di riparare tutto con semplici regali alle persone che credono di amare.

I protagonisti sono veramente ben interpretati da questi giovani attori italiani che ti fanno ricordare che noi la stoffa per il cinema ce l’abbiamo. Certo ci riesce bene il realismo, i racconti della strada ma in fondo è quello che siamo noi. 

Anche mio figlio è un ragazzo e un po’ l’ho rivisto negli occhi di Mirko&Manolo. Questi occhi di ragazzo affascinato dal trasgredire, ammaliato dal pericolo ma soprattutto indifferente e inconsapevole del male fatto. Sembra proprio che non importi nulla a Mirco quando accenna ad un sorriso di soddisfazione osservando la propria vittima, il lavoro fatto.

In questa disperazione non c’è salvezza. Non c’è redenzione. La lotteria della vita, quella che decide dove nasci sembra avere il sopravvento su tutto. Ancora oggi. Ancora adesso.

Presentato alla Berlinale 2018 è un film che merita la vostra attenzione.

A presto!

Image: Anonima Cinefili – https://images.app.goo.gl/X6QzfhHdQXFMfWiA9